Le missioni del programma Artemis

Dal primo volo senza equipaggio al ritorno umano sulla Luna, una panoramica ordinata delle missioni concluse e pianificate.

Indice

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Missioni concluse

Artemis I 16 Novembre 2022

Primo volo integrato di SLS e Orion senza equipaggio.

Artemis II 01 Aprile 2026

Primo volo Artemis con astronauti attorno alla Luna.

Missioni future

Artemis III NET 2027

Artemis III testerà in orbita terrestre bassa l’incontro e l’attracco tra Orion e i lander lunari commerciali, preparando il ritorno degli astronauti sulla Luna con Artemis IV.

Artemis IV NET 2028

Missione con Gateway e architettura lunare più complessa.

Il programma Artemis procede per missioni progressive: prima la verifica del sistema SLS-Orion senza equipaggio, poi il volo umano attorno alla Luna, quindi il ritorno sulla superficie e la costruzione graduale di infrastrutture cislunari.

Artemis I

Artemis I è stata la prima missione del programma Artemis della NASA, pensata per testare i sistemi fondamentali che riporteranno gli esseri umani sulla Luna. È stato il primo volo del nuovo lanciatore Space Launch System (SLS) Block 1 e della capsula Orion in una missione integrata verso lo spazio profondo.

La missione si è svolta senza equipaggio, ma a bordo erano presenti manichini e modelli anatomici dotati di sensori per monitorare accelerazioni, vibrazioni e radiazioni. L’obiettivo era verificare la sicurezza dei sistemi per future missioni con astronauti, a partire da Artemis II.

Mappa della missione Artemis I
Dettagli

Obiettivi della missione

Artemis I aveva il compito di verificare l'intero sistema SLS-Orion prima di autorizzare un volo con equipaggio. La missione ha testato lancio, separazione degli stadi, navigazione nello spazio cislunare, comunicazioni, alimentazione, controllo termico e rientro atmosferico.

Uno degli elementi più importanti era lo scudo termico di Orion, sottoposto a velocità e temperature molto elevate durante il ritorno dalla Luna.

Profilo di volo

La missione Artemis I è iniziata con il lancio dal Kennedy Space Center. Il razzo Space Launch System ha portato la capsula Orion in orbita terrestre, completando le prime accensioni di verifica. Una volta stabilizzata l’orbita, lo stadio superiore ha eseguito la Trans-Lunar Injection, spingendo Orion fuori dall’influenza gravitazionale terrestre e avviando il viaggio verso la Luna.

Durante il tragitto, la capsula ha effettuato una serie di piccole manovre di correzione, necessarie a rifinire la traiettoria interplanetaria e a verificare il sistema di propulsione del Modulo di Servizio Europeo.

Arrivata nei pressi della Luna, Orion ha eseguito un sorvolo ravvicinato, avvicinandosi fino a circa 130 km dalla superficie. La gravità lunare, combinata con un’accensione propulsiva, ha permesso alla capsula di inserirsi in una Distant Retrograde Orbit (DRO), un’orbita molto ampia e stabile che l’ha portata fino a circa 70.000 km sopra la Luna. Qui, per diversi giorni, sono stati testati tutti i sistemi: navigatione, comunicazioni, controllo termico, generazione di energia e gestione dell’ambiente interno.

Concluse le verifiche, Orion ha acceso nuovamente i propulsori per lasciare l’orbita lunare e iniziare il viaggio di ritorno verso la Terra. Durante il rientro, la capsula si è separata dal Modulo di Servizio Europeo e si è preparata alla fase più critica della missione: l’ingresso nell’atmosfera terrestre, avvenuto a una velocità di circa 11,2 km al secondo. Lo scudo termico — il più grande mai costruito per una capsula con equipaggio — ha protetto Orion dalle altissime temperature generate dalla frenata aerodinamica.

Infine, la capsula ha dispiegato i paracadute e ha ammarato nell’Oceano Pacifico, dove è stata recuperata dalla NASA e dalla Marina statunitense, portando a termine con successo una missione fondamentale per il ritorno dell’uomo sulla Luna.

Mappa della missione Artemis I

Credit: NASA

Risultati

Quando inizialmente approvata nel 2012, Artemis I era prevista per il 2017. Tuttavia, la complessità tecnologica del nuovo lanciatore Space Launch System (SLS) e della capsula Orion, insieme a sfide industriali e modifiche progettuali, hanno comportato accumulo di ritardi. Il volo ha avuto luogo cinque anni più tardi, con il lancio il 16 novembre 2022 e il ritorno sulla Terra l’11 dicembre 2022.

La missione è durata 25 giorni e 10 ore, durante i quali Orion ha completato interamente il profilo di missione previsto: inserimento in orbita terrestre, trasferimento verso la Luna, ingresso in Distant Retrograde Orbit (DRO), uscita dall’orbita lunare, viaggio di ritorno, rientro atmosferico ad alta velocità e splashdown nell’Oceano Pacifico. Tutti gli obiettivi primari sono stati raggiunti.

I sistemi di bordo — inclusi guida, navigazione, comunicazioni e controllo termico — hanno funzionato nominalmente. Il Modulo di Servizio Europeo (ESM) ha superato con successo ogni fase, confermando l’affidabilità delle sue capacità propulsive ed energetiche. Le operazioni di recupero hanno inoltre validato le procedure per future missioni con equipaggio.

I dati raccolti dagli strumenti di bordo e dai manichini di test hanno permesso alla NASA di valutare condizioni reali di radiazione, vibrazione e accelerazione, fornendo elementi fondamentali per garantire la sicurezza degli astronauti nella successiva missione Artemis II.

L’unico problema significativo osservato ha riguardato lo scudo termico, dove si è registrato il distacco non previsto di alcune porzioni del materiale ablativo durante il rientro. Un'analisi durata circa due anni ha individuato la causa nel comportamento dei gas ad alta temperatura intrappolati all’interno dello strato ablativo. Sono state introdotte modifiche progettuali e aggiornamenti ai modelli termici per prevenire il fenomeno nelle missioni successive.

Complessivamente, Artemis I ha dimostrato la maturità di SLS e Orion come sistemi per l’esplorazione umana dello spazio profondo, confermando la fattibilità operativa del programma Artemis e preparando il terreno per Artemis II, la prima missione con equipaggio della serie.

Artemis II

Artemis II è statla prima missione con equipaggio del programma Artemis e rappresenta il passo successivo verso il ritorno dell’essere umano sulla superficie della Luna. E' stato il primo volo della capsula Orion con astronauti a bordo e il primo test in volo del sistema SLS + Orion in configurazione operativa per l’esplorazione lunare.

La missione ha portato quattro astronauti in un viaggio attorno alla Luna, senza allunaggio, per verificare tutte le funzionalità del veicolo in condizioni reali di volo con equipaggio: sistemi di controllo, supporto vitale, navigazione, comunicazioni e capacità di condurre manovre propulsive complesse nello spazio profondo.

Profilo della missione Artemis II
Dettagli

Obiettivi della missione

L’obiettivo principale di Artemis II era verificare per la prima volta con astronauti a bordo il funzionamento dell’intero sistema formato dal razzo SLS, dalla capsula Orion e dalle infrastrutture di terra. Durante la missione furono collaudati nello spazio profondo i sistemi di supporto vitale, navigazione, comunicazione, propulsione e controllo termico, insieme alle procedure operative dell’equipaggio e del centro di controllo. Gli astronauti eseguirono inoltre manovre manuali e operazioni di prossimità, raccogliendo dati sugli effetti dell’ambiente spaziale sull’organismo umano. Il sorvolo della Luna lungo una traiettoria di ritorno libero consentì infine di verificare la capacità di Orion di riportare in sicurezza un equipaggio sulla Terra alle elevate velocità di rientro tipiche di una missione lunare, preparando così il terreno per le successive missioni Artemis.

Profilo di volo

La missione Artemis II è iniziata con il lancio del razzo Space Launch System (SLS) Block 1 dalla rampa 39B del Kennedy Space Center, che ha trasportato la capsula Orion con quattro astronauti a bordo per un flyby della Luna. Dopo il decollo e l’inserimento in orbita, Orion ha trascorso circa 24 ore in un’orbita terrestre altamente ellittica, durante le quali l’equipaggio ha effettuato una serie di verifiche approfondite sui sistemi di bordo, inclusi i sistemi di supporto vitale, navigazione e comunicazione.

Nel corso di questa prima fase, la capsula ha inoltre eseguito una manovra di rendezvous e proximity operations con lo stadio superiore Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS), dimostrando la capacità di Orion di effettuare controlli di traiettoria e operazioni di avvicinamento in un ambiente spaziale reale. Questo test ha rappresentato una tappa fondamentale per validare procedure che saranno necessarie nelle future missioni dirette al Lunar Gateway e alla superficie lunare.

Completati i test in orbita terrestre, Orion ha acceso il proprio sistema di propulsione per inserirsi su una traiettoria di ritorno libero verso la Luna. Questa traiettoria, ha consentito alla capsula di sfruttare la gravità lunare per circumnavigare il nostro satellite e ritornare naturalmente verso la Terra senza richiedere ulteriori grandi manovre propulsive, aumentando la sicurezza complessiva della missione.

Durante il flyby lunare, Orion ha effettuato il massimo avvicinamento passando a circa 6.540 km dalla superficie della Luna, sorvolandone il lato nascosto. Nel corso della manovra la capsula ha raggiunto una distanza massima dalla Terra di circa 406.770 km, stabilendo un nuovo record per la maggiore distanza mai raggiunta da esseri umani nello spazio e superando il precedente primato detenuto da Apollo 13.

Dopo aver completato il passaggio attorno alla Luna e sfruttato la sua gravità per curvare la traiettoria, Orion ha iniziato il viaggio di ritorno verso la Terra. Al termine della missione, durata complessivamente circa dieci giorni, la capsula ha effettuato con successo la sequenza di rientro atmosferico ad alta velocità, il dispiegamento dei paracadute e l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico, dove è stata recuperata dalla NASA e dalla U.S. Navy, completando con successo la prima missione con equipaggio del programma Artemis.

I dettagli e la timeline completa della missione sono indicati nel press kit rilasciato dalla NASA

Profilo della missione Artemis II

Credit: NASA

Stato della missione

Nei primi anni 2010, quando la missione era ancora designata come Exploration Mission-2 (EM-2), il primo volo con equipaggio del razzo SLS e della capsula Orion era previsto intorno al 2021. Tuttavia, i ritardi nello sviluppo del lanciatore e della navicella portarono a uno slittamento progressivo, con una pianificazione successivamente rivista al 2023 circa un anno opo Artemis I.

Dopo il volo di Artemis I, nel novembre–dicembre 2022, sono però emerse alcune aree da ottimizzare sulla capsula Orion. L’aspetto più delicato ha riguardato lo scudo termico, che durante il rientro ha mostrato una ablazione superiore rispetto ai modelli previsti, con distacco di materiale carbonizzato. La NASA ha avviato un’analisi tecnica durata circa due anni.

Nel dicembre 2024 è stato confermato che il fenomeno è stato causato dalla pressione dei gas ad alta temperatura generati dalla pirolisi interna del materiale ablativo, che in alcune aree ha provocato microfratture e distacco di frammenti superficiali. Pur non avendo compromesso la protezione termica — la temperatura interna della capsula è rimasta stabile poco sopra i 20 °C — si è deciso di mitigare il rischio modificando il profilo di rientro di Artemis II, senza intervenire fisicamente sullo scudo già installato.

Per consentire queste modifiche e completare le verifiche di sicurezza, la NASA ha riprogrammato il lancio non prima di febbraio 2026.

Lo stacking del lanciatore, l'assemblaggio sulla torre di lancio, è iniziato a fine novembre 2024 ed è stato completato a ottobre 2025 con l'installazione della capsula Orion in cima al razzo.

Il 16 gennaio 2026 SLS è stato portato alla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center in attesa del lancio della missione.

La NASA ha indicato come prima data utile per il lancio il 6 febbraio 2026 ma ha previsto diverse finestre di backup fino ad Aprile.

Il 2 febbraio è stato eseguito il Wet Dress Rehearsal (WDR), un test che simula tutte le fasi del lancio fino a pochi secondi prima della partenza. Il WDR si è però concluso a T-5:15 ed è stato viziato da una perdita di idrogeno durante il cariccamento dei propellenti che ha costretto a fermare il count down più di una volta.

La NASA ha deciso di non utilizzare la finestra di febbraio per il lancio per analizzare l'esito del test e correggere i problemi evidenziati durante il WDR.

A seguito del WDR è stata indetta una conferenza stampa per spiegare gli esiti del test.

Dopo la risoluzione dei problemi riscontrati, il 19 febbraio 2026 è stato eseguito un secondo WDR completato con successo, dimostrando la capacità del veicolo di essere completamente rifornito e gestito durante il countdown, ed è stata iniziata la preparazione del razzo per il lancio.

Il 21 febbraio 2026 però, si è rilevato un problema questa volta al sistema di caricamento dell'elio, gas di servizio utilizzato per tenere in pressione i serbatoi del propellente e garantire il corretto funzionamento del sistema di alimentazione.

Per consentire l’ispezione e la riparazione del sistema, il 25 febbraio 2026 il razzo è stato quindi riportato al VAB. Questa operazione ha reso impossibile utilizzare la finestra di lancio di marzo, facendo slittare la prima data utile per il lancio a non prima di aprile 2026.

Una volta al VAB, i tecnici hanno ispezionato il razzo e individuato la causa del mancato caricamento dell'elio in una guarnizione che ostruiva il passaggio del gas dai sistemi di terra al razzo. Terminata la riparazione, l'SLS è stato riportato alla rampa di lancio 39B il 20 marzo 2026 e la data di lancio è ora fissata al 1° aprile (2 aprile in Italia).

Le opportunità di lancio individuate dalla NASA sono riportate nella seguente infografica della NASA

Alle 22:44 CEST del 30/0/2026 è partito il countdown del lancio. La sequenza delle operazioni prima del lancio è descritta qui

Il lancio della missione è avvenuto il 02/04/2026 alle 01:35 CEST.

Di seguito alcune risorse dove rivedere la missione

Link

Sito NASA della missione Artemis II

Sito ESA della missione Artemis II

Pagina wikipedia della missione Artemis II

Di seguito il dettaglio dello stato dei singoli componenti della missione.

EGS

Il Mobile Launcher 1 (ML-1) ha subito danni più significativi del previsto durante Artemis I, rendendo necessarie riparazioni strutturali, miglioramenti ai sistemi di supporto e l'installazione degli ascensori per l’accesso e l’evacuazione degli astronauti.

Questi lavori sono stati completati e, il 4 ottobre 2024, il ML-1 è stato trasferito al Vehicle Assembly Building (VAB) del Kennedy Space Center per l’integrazione con il lanciatore.

SLS

Artemis II utilizzerà ancora la versione Block 1 del razzo SLS, già collaudata in volo con Artemis I e senza necessità di modifiche progettuali.

L'integrazione del lanciatore nel VAB è iniziata a fine novembre 2024 ed è proseguita nel corso del 2025.
Il core stage, lo stadio superiore ICPS e la capsula Orion sono stati progressivamente posizionati sulla rampa mobile secondo la sequenza di stacking prevista.

Il razzo si trova sulla rampa 9B del Kennedy Space Center a Cape Canaveral in attesa del lancio.

Orion

Il Modulo per l’Equipaggio e il Modulo di Servizio Europeo (ESM-2) sono stati integrati il 19 ottobre 2023 e da allora sono sottoposti a test funzionali, elettrici e termici.

Alcuni sistemi avionici provenienti da Artemis I — progettati per essere riutilizzabili — sono stati reinstallati su Artemis II, nell’ottica di ottimizzare costi e cicli di produzione.

La capsula Orion è stata installata in cima al SLS e che si trova ora sulla rampa di lancio.

Equipaggio

L’equipaggio di Artemis II è stato annunciato il 3 aprile 2023. È composta da:

Il team sta seguendo un percorso di addestramento dedicato — simulazioni, attività in centrifuga, prove in piscina, formazione sui sistemi Orion e SLS — iniziato nel 2023 e continuato nel 2024 e nel 2025, in parallelo con la preparazione del veicolo.

L'equipaggio si trova ora in quarantena per evitare imprevisti prima del lancio.

Artemis III

Nell’architettura iniziale del programma Artemis, la missione Artemis III avrebbe dovuto portare due astronauti sulla superficie lunare, diventando il primo allunaggio umano dal 1972.

Nel febbraio 2026, la NASA ha annunciato una revisione della sequenza delle missioni Artemis, introducendo una missione intermedia e spostando l'allunaggio ad Artemis IV. Di conseguenza, la numerazione delle missioni è stata aggiornata.

La nuova missione designata come Artemis III avrà l’obiettivo di testare in orbita terrestre le operazioni di rendezvous e attracco tra la capsula Orion e uno o entrambi gli Human Landing System (HLS): Starship sviluppato da SpaceX e Blue Moon sviluppato da Blue Origin. Questo volo consentirà di verificare le procedure operative, i sistemi di docking e le interfacce tra i veicoli prima di effettuare missioni con equipaggio in orbita lunare e successivi allunaggi.

Mappa della missione Artemis III
Dettagli

Profilo di missione

Il profilo di missione non è ancora stato annunciato nei dettagli.

La missione prevede il lancio di una capsula Orion con equipaggio e il rendezvous e attracco in orbita terrestre con uno o entrambi gli Human Landing System attualmente in sviluppo da SpaceX e Blue Origin. Questo volo consentirà di verificare le procedure operative, i sistemi di docking e l’integrazione tra i diversi veicoli prima delle future missioni con destinazione lunare.

E' prevista anche un'attivita extra veicolare (EVA) per testare le tute sviluppate da Axion Space.

Starship HLS per Artemis III

Credit: NASA / SpaceX

Stato della missione

Quando fu annunciata, Artemis III era prevista intorno al 2024. Tuttavia, ritardi nello sviluppo delle tute spaziali, del lander lunare HLS (Human Landing System) e lo slittamento delle missioni Artemis I e II hanno portato a successive riprogrammazioni: prima al 2025, poi al 2026 e infine a non prima del 2027.

A febbraio 2026 è stata ripensata l'architettura della missione in quanto si è ritenuto più sicuro testare l'HLS e le manovre congiunte con la capsula Orion in orbita terrestre prima di procedere all'allunaggio. Inoltre questo step intermedio permette di validare alcune tenconogie anche prima che gli HLS siano completamente peronti all'allunaggio e permettere quindi uno sviluppo più veloce.

Nonostante i progressi significativi, rimangono ancora molte sfide tecniche e operative, e ulteriori ritardi sono possibili.

Le criticità sono:

  • Lancio di Artemis II: alcuni sistemi avionici e componenti, come il mobile launcher, vengono riutilizzati da missione a missione. Artemis III potrà essere preparata solo dopo il volo di Artemis II e dopo aver analizzato i risultati, specialmente eventuali anomalie. Eventuali problemi — o un fallimento della missione — potrebbero causare ulteriori ritardi.

  • Disponibilità e maturità di Starship o Blue Moon: gli HLS devono ancora dimostrare molte capacità critiche prima di poter essere utilizzati per un allunaggio con equipaggio. Le architetture proposet da Space e Blue Origin sono molto complesse e prevedono il rifornimento in orbita e diversi lanci per poter effettuare la missione al punto he la NASA ha riaperto i contratti metendo in completizione le due aziende in modo che verrà utilizzato il primo lander pronto. Sia SpaceX che Blue Origin stanno lavorando per semplificare la missione abbassandone le ambizioni.

  • Disponibilità delle tute saziali: Le tute sono attualmente in sviluppo da paret di Axiom sebbene nella fase finale di test.

  • Selezione e addestramento dell’equipaggio: per Artemis II l’addestramento completo ha richiesto almeno 18 mesi. L’equipaggio di Artemis III non è ancora stato annunciato, quindi i tempi dipenderanno anche dalla selezione e preparazione degli astronauti.

Nel dettaglio, lo stato dei vari componenti di Artemis III è il seguente:

EGS

Il segmento di terra userà le stesse componenti utilizzate per Artemis II. Il Mobile Launcher 1 potrà essere riadattato solo dopo il lancio di Artemis II.

SLS

Artemis III sarà lanciata con SLS Block 1. I componenti del razzo che verrà utilizzato sono:

  • core stage: le varie componenti dello stadio centrale sono in fase di produzione e assemblaggio al Michoud Assembly Facility a New Orleans. Il primo componento arrivato al sito di lancio è la sezione inferiore.

  • booster: verranno utilizzato due booster dello Space Shuttle che sono già disponibili.

  • secondo stadio (ICPS): il secondo stadio è già stato consegnato da ULA al sito di lancio

  • stage adapter: è in fase di costruzione al Marshall Space Flight Center a Huntsville

  • motori: saranno utilizzati 4 motori RS-25 che hanno già volato sullo Space Shuttle. I motori sono già stati preparati e consegnati da Aerojet Rocketdtne

Orion

Il modulo per l'equipaggio della capsula Orion è in costruzione al KSC. Bisognerà attendere il lancio di Artemis II per recuperare i sistemi riutilizzabili da installare sulla Orion per Artemis III.

Il modulo di servizio fornito dall'ESA è già stato consegnato ed è stato unito all'adattatore per il modulo per l'equipaggio.

HLS (Starship)

Per Artemis III la NASA utilizzerà la versione lunare della Starship di SpaceX, progettata per portare due astronauti sulla superficie della Luna. Questa Starship non rientrerà sulla Terra: resterà nello spazio e verrà usata esclusivamente come lander lunare.

Prima della missione Artemis III, SpaceX dovrà completare una serie di dimostrazioni tecniche fondamentali. Ad oggi, Starship ha completato diversi voli di test e ha dimostrato importanti capacità, come il rientro controllato sia del primo stadio (Super Heavy) sia della Ship e la prima accensione dei motori in ambiente spaziale. Tuttavia, ci sono ancora traguardi da completare prima di poter supportare un allunaggio umano:

  • Il raggiungimento dell'orbita: finora i test hanno mostrato che il veicolo può raggiungere condizioni vicine all’orbita, ma deve ancora compiere una missione orbitale completa, con manovre controllate, riaccensione dei motori e rientro pianificato. SpaeX prevede di raggiungere questo traguardo nel 2026.

  • L'atterraggio della Ship al sito di lancio: questa operazione non è necessaria per la versione lunare della Starship, che non tornerà sulla Terra, ma è essenziale per le Starship che saranno utilizzate come serbatoi di propellente. Per supportare Artemis serviranno numerosi voli ripetuti dei veicoli di rifornimento, quindi la capacità di atterrare in modo preciso, sicuro e con tempi rapidi di riutilizzo è fondamentale. I primi tentativi sono previsti all'inizio del 2026.

  • La costruzione delle infrastrutture di lancio al KSC: finora i test sono stati condotti a Starbase, in Texas, ma per il programma Artemis i lanci verranno eseguiti  dalla Florida, vicino alla piattaforma di SLS. La rampa principale è già in fase avanzata di costruzione, e una seconda rampa è prevista più avanti. Il completamento delle strutture è stimato nel periodo 2026–2027.

Equipaggio

L'equipaggio di Artemis III non è ancora stato annunciato dalla NASA. La missione prevede quattro astronauti: due rimarranno a bordo della capsula Orion in orbita lunare, mentre gli altri due scenderanno sulla superficie utilizzando lo Human Landing System di SpaceX. Il primo astronauta a mettere piede sulla Luna in questa missione sarà la prima donna nella storia a raggiungere la superficie lunare. La selezione dei membri dell’equipaggio avverrà dopo il volo di Artemis II, per consentire alla NASA di assegnare astronauti con esperienza diretta sui sistemi Orion e SLS e valutare eventuali esigenze di addestramento specifiche per l’impiego con la Starship lunare.

Artemis IV

Missione con Gateway e architettura lunare più complessa.

Artemis IV dovrebbe segnare un passaggio verso missioni più complesse, legate all'assemblaggio e all'uso del Lunar Gateway.

Profilo della missione Artemis IV
Dettagli

Gateway e missioni più complesse

Artemis IV dovrebbe introdurre una fase più infrastrutturale della campagna lunare. Il Lunar Gateway diventa centrale come nodo orbitale, punto di attracco e piattaforma logistica.

Il profilo della missione è stato modificato più volte e continuerà a dipendere dalla disponibilità dei moduli, del lanciatore e dei sistemi commerciali.